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L'Arabia Saudita è uno stato dell'Asia che confina con l'Iraq, la Giordania, il Kuwait, l'Oman, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen. È bagnato dal Golfo Persico a nord-est e dal Mar Rosso ad ovest. Ha una superficie di 2.218.000 km2. La capitale è Riyad.
NomeQuesta nazione ha un nome composto: occupando gran parte della penisola arabica porta il nome di Arabia ("terra degli arabi", che a sua volta deriva dal termine semitico arab, cioè nomade), mentre il termine saudita deriva dalla dinastia Saud, che fece nascere la nazione. Geografia
Il regno saudita occupa circa l'80% della Penisola araba. La maggior parte dei confini con gli Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen non è definita, così come la dimensione esatta del paese. Il governo saudita stima la superficie del suo stato tra i 2.217.949 e i 2.240.000 chilometri quadrati. Meno dell'1% dell'area è adatto alla coltivazione agricola. Si vede anche:
ClimaIl clima è asciutto, ma desertico, con grandi sbalzi di temperature. Il regime delle precipitazioni rende il paese arido o semi-arido, col terreno principalmente stepposo e, talora, a prevalenza sabbiosa. Nella maggior parte del regno la vegetazione è spontanea e arbustiva. La zona costiera del mar Rosso, specialmente le barriere coralline, ha una fauna marina molto ricca. D'estate la temperatura può raggiungere 50 gradi, d'inverno è mite con temporali vicino al canale dell'Egitto. PopolazioneLa popolazione saudita nel 2006 è stimata essere circa 27,02 milioni, includendo circa 6,4 milioni di stranieri residenti. Il tasso di natalità è di 29,74 nascite per 1.000 abitanti; il tasso di mortalità è di soli 2,66 morti ogni 1.000 abitanti. Fino agli anni sessanta, la maggior parte della popolazione era nomade o semi-nomade. A causa del rapido sviluppo economico ed urbano, più del 95% della popolazione ora è sedentarizzato. All'inizio degli anni novanta la distribuzione della popolazione variava notevolmente fra le città delle zone costiere ad est e ad ovest del paese, le oasi interne densamente abitate e la maggioranza delle aree interne desertiche e, quindi, quasi totalmente disabitate. Alcune oasi hanno una densità di popolazione di più di 1.000 abitanti per chilometro quadrato. EtnieLa maggior parte dei Sauditi è di etnia araba. Alcuni hanno un'origine etnica mista e sono discendenti di Turchi, Iraniani, Indonesiani, Indiani, Africani e di altre etnie, la maggioranza delle quali immigrò come pellegrina del hajj, fissando la propria residenza nella regione del Ḥijāz, lungo il litorale del mar Rosso. Molti Arabi dei paesi vicini lavorano nel regno saudita. Ci sono inoltre numerosi asiatici, immigrati per lavoro principalmente dall'India, dal Pakistan, dal Bangladesh, dall'Indonesia e dalle Filippine. Gli occidentali sono meno di 100.000 in tutta l'Arabia Saudita. LingueLa lingua araba è la lingua ufficiale dello stato. ReligioniLa religione ufficiale dell'Arabia Saudita è l'Islam, nella sua versione giuridico-teologica del hanbalismo wahhabita. Fra i lavoratori immigrati ve ne sono anche di religione cristiana [2]. In Arabia Saudita i cristiani possono essere arrestati e fustigati per la pratica della loro fede in pubblico o per il possesso di "materiale propagandistico", inclusi libri della Bibbia. Gli incontri di preghiera dei cristiani possono essere interrotti dalla polizia. StoriaLa Penisola arabica, specialmente nelle regioni meridionali yemenite, è considerata una delle quindici aree del pianeta in cui si è organizzata la società umana ed è per questo motivo che la zona è definita "culla dell'umanità".
Un'entità statale saudita nacque nell'Arabia centrale circa nel 1750 quando il Sultano del Najd, Muhammad ibn Saʿūd, unì le sue forze sotto la spinta ideale fornita da un riformatore islamico neo-hanbalita, Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb, con lo scopo di creare una nuova realtà politica e statuale. Nei centocinquanta anni successivi, le fortune della famiglia dei Sa‘ūd sono cresciute e decadute molte volte, poiché la famiglia contendeva il potere e il territorio sulla Penisola araba all'Egitto, all'Impero ottomano e ad altre famiglie arabe. Il moderno Stato della famiglia Saʿūd ( Āl Saʿūd ) fu fondato dal re ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (spesso noto internazionalmente come Abdul Aziz Ibn Saud). Nel 1902 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd conquistò la città di Riyāḍ, la capitale ancestrale della dinastia degli Āl Saʿūd, sottraendola alla famiglia rivale degli Āl Rashīd. Successivamente ʿAbd al-ʿAzīz sottomise al-Ahsa, al-Qaṭīf, il resto di Najd e lo Ḥijāz fra il 1913 ed il 1926. L'8 gennaio 1926 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd diventò il re del Ḥijāz, strappandolo all'hascemita re ʿAlī ibn al-Husayn, figlio dello Sharīf della Mecca al-Ḥusayn b. ʿAlī che aveva proclamato nel corso della Prima guerra mondiale la Rivolta Araba contro l'Impero Ottomano e che era stato compensato con l'attribuzione ai suoi figli di varie entità arabe erette a monarchia (Transgiordania, Iraq e, appunto, Regno di Ḥijāz). Il 29 gennaio 1927 ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd assunse il titolo di re del Najd (il suo titolo precedente era sultano). Dal trattato di Jedda, firmato il 20 maggio 1927, la Gran Bretagna riconobbe l'indipendenza del regno di ʿAbd al-ʿAzīz (allora conosciuto come il regno di Hijāz e Najd). Il 23 settembre 1932 queste regioni furono unificate sotto la dizione di Regno dell'Arabia Saudita (al-Mamlakat al-ʿarabiyya al-saʿūdiyya ). La scoperta del petrolio nel marzo del 1938 ha trasformato economicamente il paese e ha dato al Regno l'autorevolezza di cui gode, malgrado la struttura integralistica delle sue istituzioni giuridiche e sociali (l'Arabia Saudita è ufficialmente wahhabita) e il suo gigantesco finanziamento per l'edificazione, nel mondo islamico e non, di moschee e centri culturali di orientamento fondamentalista e di partiti e movimenti politici che al Wahhabismo direttamente o indirettamente si richiamano (il caso più vistoso è la Fratellanza Musulmana). Diversi miliardi di dollari che non hanno impedito all'Arabia Saudita di mantenere strette relazioni con le molte nazioni occidentali che comprano il suo petrolio e, in particolare, con gli Stati Uniti d'America, alla cui politica estera il Regno è da sempre fedelmente allineato. Ordinamento dello StatoLa forma di governo dell'Arabia Saudita è la monarchia, il nome ufficiale dello stato è Regno arabo saudita (المملكة العربيّة السّعوديّة). Le leggi fondamentali del Regno (facenti funzione di una Costituzione, assente perché la "costituzione" è il Corano) furono promulgate nel 1992 con la dichiarazione secondo la quale l'Arabia Saudita è una monarchia governata dai discendenti del sultano del Najd ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, primo re dell'Arabia Saudita (Dinastia Saudita). Tali leggi si basano su quella islamica, Sharīʿa, composta dal Corano e dalla Sunna del profeta Muḥammad. Non è dato invece grande spazio all' Ijmāʿ e al Qiyāṣ che, pur non facendo parte in senso stretto della Sharīʿa, sono da molti madhhab (ma non da quello hanbalita) riconosciuti come fonti del diritto islamico. La Sharīʿa è applicata da tribunali coranici. Non esistono elezioni parlamentari né esistono partiti politici nel paese. Nel 2005 si sono tuttavia organizzate elezioni locali. Suddivisione amministrativaL'Arabia Saudita è divisa in 13 province (manātiq, al singolare mintaqa).
IstituzioniPoliticaPolitica interna
L'Islam in Arabia SauditaIl Wahhabismo di Stato in Arabia Saudita comporta una serie di misure ufficiali miranti a garantire la rigorosa osservanza delle prescrizioni giuridiche e sociali islamiche degli abitanti del Regno, musulmani o meno che siano. Un altro fatto che spesso suscita reazioni negative e polemiche nell'ambito del mondo occidentale è la mancanza di edifici di culto non-islamici (sinagoghe, chiese, templi di varia natura religiosa), salvo quanto è garantito all'interno dei compounds dell'Aramco (la società petrolifera statunitense presente in modo privilegiato sul territorio saudita). La norma non deriva da una rigorosa prescrizione coranica ma dal decreto emesso dal secondo califfo ʿUmar b. al-Khaṭṭāb (reg. 634-644) che stabilì la sacertà dell'intera Jazīrat al-ʿArab (Penisola Araba) come estensione del principio di sacralità (ḥaram) garantito al territorio della Mecca. Occorre chiarire tuttavia che questa assenza di luoghi di culto non-islamici riguarda solo ed esclusivamente l'Arabia Saudita che, a causa della sua intrinseca natura istituzionale, è paragonabile non già a uno Stato laico del pianeta ma a uno Stato strutturalmente definibile come teocratico, come poteva essere un tempo il Tibet prima dell'annessione cinese e come è attualmente lo Stato della Città del Vaticano, all'interno dei quali infatti non erano e non sono permesse presenze estranee al culto religioso dominante e qualificante. L'islamicità del Regno trova una sua appariscente sottolineatura nell'istituzione dei mutawwīn, incorporati nel servizio civile della burocrazia saudita fin dagli anni ottanta. Con maniere talora assai spicce e ricorrendo talora anche a repressioni di tipo fisico, essi sono incaricati ufficialmente di sorvegliare che siano osservati alcuni precetti islamici di natura tanto giuridica quanto sociale, quali il controllo dell'osservanza dell'obbligo delle cinque preghiere giornaliere (ṣalāt) da parte dei musulmani, la loro astinenza da cibo, bevande e fumo nel corso delle fasi diurne del mese di ramadan. I mutawwīn - definiti come "Commissari per la Propagazione delle Virtù e la Prevenzione del Vizio" (esiste in proposito un ministero statale con tale nome), o "Commissari per la Pubblica Morale" - sono anche responsabili del controllo della chiusura degli esercizi commerciali nel corso dei "momenti di elezione" (awqāt) delle preghiere obbligatorie e vigilano che un abbigliamento consono per modestia sia ostentato in pubblico. Le donne straniere subiscono pressioni crescenti perché indossino abiti che coprano braccia e gambe e misure repressive possono essere adottate verso persone di ambo i sessi per il fatto di viaggiare insieme in autovettura. Forza LavoroI lavoratori stranieri in Arabia Saudita provengono prevalentemente da Bangladesh, India e Pakistan (da 1 a 1,5 milioni di persone). Dall'Egitto, Sudan e Filippine provengono circa 900 mila persone e 500 mila dall'Indonesia. L'Arabia Saudita ha recentemente lanciato una nuova campagna per favorire l'impiego dei giovani sauditi nel settore privato, al fine di ridurre il numero di lavoratori stranieri nel paese. [3] In Arabia Saudita le principali aziende di costruzione contraenti sono poco entusiaste di inviare le loro squadre per realizzare progetti per la ricostruzione della Striscia di Gaza. Le società non saranno in grado di realizzare un grande profitto dal progetto di ricostruzione, come il re saudita ʿAbd Allāh aveva promesso $ 1 miliardo in aiuti ai palestinesi. I timori delle società saudite ruotano attorno alla questione della sicurezza nella Striscia. [4] Economia
L'economia dello stato gira sul petrolio, con forti controlli statali sulle attività economiche più importanti. L'Arabia Saudita possiede il 24% del totale stimato delle riserve del petrolio mondiale; figura come la più grande esportatrice di petrolio e svolge un ruolo principale nell'OPEC. Negli anni recenti, l'Arabia Saudita ha sperimentato una significativa contrazione dei proventi dal petrolio, combinata con un elevato tasso di crescita della popolazione. Queste cause hanno fatto precipitare il reddito pro capite da 25.000 US$ nel 1980 a 8.000 US$ nel 2003; nel 1999 era di circa 7.000 US$. ArteArchitettura
Pittura e scultura
TradizioniIl patrimonio culturale è celebrato nella festività annuale, chiamata Jenadriya. La cultura saudita ruota quasi interamente in funzione dell'Islam. I due luoghi più sacri dell'Islam (Mecca e Medina) sono nel Regno, sul cui territorio nel VII secolo d.C. si espresse la religione islamica.
Uno dei rituali folcloristici più rappresentativi dell'Arabia Saudita è l' Ardha, il ballo nazionale del paese. Questo ballo della spada è basato sulle tradizioni antiche dei beduini: i suonatori di tamburi tengono un ritmo sostenuto e un poeta canta i versi mentre gli uomini che portano la spada ballano spalla a spalla. La musica ha origini nella Spagna musulmana (al-Andalus). A Mecca, a Medina e a Jedda il ballo e la canzone sono eseguite al suono del mizmar, uno strumento di legno simile all'oboe. Il vestito saudita è fortemente simbolico, rappresenta i legami della gente alla terra, il passato e l'Islam. Gli indumenti sono principalmente larghi ed ondeggianti, riflettono la praticità della vita in un paese desertico così come l'enfasi conservatrice islamica. Tradizionalmente, gli uomini portano solitamente una camicia lunga fino alla caviglia, tessuta con fibre di lana o cotone (conosciuto come thawb), con una ghutra (un grande quadrato di cotone tenuto fermo da una corda) portata sulla testa. Per i rari giorni freddi, gli uomini sauditi portano un mantello di pelo di dromedario indossato sopra i vestiti. GastronomiaLa legge islamica proibisce il consumo della carne suina e delle bevande alcoliche; questa legge è seguita in modo rigoroso nell'Arabia Saudita. Il pane arabo, detto khobz, è consumato durante quasi tutti i pasti. Altri generi alimentari molto apprezzati sono il pollo alla griglia, i felāfel (ceci bolliti e fritti dopo essere stati impastati con prezzemolo e cumino), la shawārma (agnello arrostito su un girarrosto verticale e quindi affettato) ed il fūl (fave bollite, aglio e limone) FestivitàLa festa nazionale è la ʿĪd al-aḍḥā, o ʿĪd al-naḥr ("Festa del sacrificio"), detta anche ʿĪd al-kabīr ("Festa grande", del 10 Dhu l-Hijja che, essendo un mese lunare, non ha un preciso corrispettivo nel calendario solare. Note
Bibliografia(in ordine alfabetico)
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
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